Sale in svezzamento: si può usare?

Sale in svezzamento: si può usare?

Introduzione

Sale in svezzamento: si può usare? Sono tantissimi i neo genitori che, approcciandosi al mondo dell’alimentazione complementare, si pongono questa domanda.


Nell’articolo qui sotto, che come vedi ho corredato con un indice per darti modo, se vorrai, di approfondire le varie sfaccettature dell’argomento, puoi trovare la risposta.


A farti da guida saranno i preziosi consigli della Dottoressa Federica Dell’Oro, biologa nutrizionista nonché autrice, curatrice e protagonista del videocorso “Autosvezzamento pratico, facile e senza stress”, accessibile alla fine del paragrafo.


Per ulteriori specifiche, ti invito a venirmi a trovare anche su Instagram sul profilo @drsilva.com_official


Ora, come amo dire, entriamo nel vivo dell'azione!


Sale svezzamento neonati: le linee guida

Gli esperti dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consigliano di non somministrare il sale ai più piccoli per il primo anno di vita.


Come afferma la Dottoressa Dell’Oro all’inizio di questo video, si tratta di un vero e proprio controsenso. 


Nel momento in cui si chiama in causa lo svezzamento tradizionale - qui trovi un articolo dedicato alla differenza rispetto all’autosvezzamento - si ha a che fare con pappe addizionate di parmigiano, notoriamente caratterizzato dalla presenza di sale.


Quali indicazioni seguire? Cosa fare dato che, tra i vantaggi dell’autosvezzamento, rientra il fatto di non essere costretti a cucinare pasti a parte per il bambino?


Semplicemente lasciarsi guidare dalla voce del buonsenso. 


Nel capitolo del videocorso in cui mi soffermo sul sale in svezzamento, sottolineo l’importanza di non proporre al piccolo cibi troppo salati.


Giusto per fare un esempio, citiamo gli insaccati, da evitare anche motivi che non hanno nulla a che fare con il sale.


Non bisogna mai dimenticare che il percorso dell’autosvezzamento è un’occasione preziosa per tutta la famiglia. 


Il piccolo si interfaccia con cibi solidi e semi solidi diversi dal latte materno o formulato, mentre mamma e papà hanno la possibilità di riflettere sulla qualità della propria dieta.


Un altro consiglio semplice ma importante prevede il fatto di non usare il dado per insaporire piatti a base di verdura o di carne.


Molto utile è anche isolare la porzione destinata al cucciolo prima di procedere con l’aggiunta del sale per gli adulti.


Cosa succede nel caso in cui il bimbo dovesse fare un piccolo assaggio dal piatto di mamma o di papà? Nulla! 


La quantità di sale - si presuppone ovviamente che alla base di tutto vi sia l’attenzione alla dieta sana da parte dei genitori - è talmente esigua da non poter causare danni.

sale in svezzamento

La preparazione della pasta e del riso

Quando si parla di sale in svezzamento è necessario, per forza di cose, citare la preparazione della pasta e del riso, due piatti unici fantastici per il cucciolo che si approccia all'alimentazione complementare.


Come specificato dalla Dottoressa Dell’Oro nel suo videocorso verticale, pure in questo caso il faro da seguire è quello del buonsenso.


Basta, infatti, non esagerare con l’aggiunta del sale nell’acqua di cottura e non metterlo a piatto completo.

sale in svezzamento

A quanti mesi si può aggiungere il sale alla pappa?

Abbiamo visto che, nel momento in cui si chiama in causa l’argomento del sale in svezzamento, buonsenso e moderazione devono fare da guida.


A questo punto, è naturale chiedersi cosa dica la scienza sul momento giusto per iniziare ad aggiungerlo ai piatti proposti al cucciolo.


Dopo il primo anno si può cominciare, usando sempre il massimo della cautela con le quantità. 


Le indicazioni degli esperti del Department of Health and Social Care del Regno Unito raccomandano, da 1 a 3 anni, di non superare i 2 grammi al giorno di sale (parliamo quindi di 0,8 grammi di sodio).


Fino all’anno, invece, è bene non superare il singolo grammo di sale quotidiano. 


Per prevenire problemi come l’ipertensione arteriosa, è cruciale non solo non lasciarsi prendere la mano con il sale aggiunto, ma ricordarsi anche di leggere bene le etichette quando ci si trova al supermercato per la spesa.


In questo modo è possibile evitare il cosiddetto sale nascosto, che proviene da prodotti spesso insospettabili, che si trovano soprattutto sui banchi della grande distribuzione.


Qualche esempio? Il latte vaccino, i grissini, il pane.


Quando si controllano le tabelle nutrizionali dei prodotti venduti al supermercato, può capitare di vedere solo i parametri del sodio. 


Cosa fare in questi casi? Tenere conto che, se i livelli superano gli 0,6 grammi/etto, vuol dire che l’alimento ha troppo sale e che è meglio evitarlo.

Quale sale utilizzare in autosvezzamento?

La massima moderazione nelle quantità, che vanno gestite anche sulla base dell’età del bambino, è solo il primo passo da fare quando ci si occupa di sale in svezzamento.


Fondamentale, infatti, è anche scegliere il sale giusto.


L’optimum è quello iodato che, come specificato dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, aiuta a prevenire diverse criticità a carico della tiroide.

sale svezzamento neonati

Come sostituire il sale durante l’autosvezzamento

Comprendere come e in quali quantità utilizzare il sale in svezzamento è essenziale per esporre il cucciolo a una dieta sana. 


Altrettanto rilevante è avere le idee chiare sulle alternative con le quali è possibile sostituire il sale.


L’autosvezzamento, come ricordato più volte dalla Dottoressa Dell’Oro nel videocorso, è un percorso che riguarda tutta la famiglia.


Riflettere sulla qualità della propria alimentazione vuol dire anche ridurre l’apporto di sale.


Per insaporire un piatto da proporre anche al proprio cucciolo, si possono scegliere erbe aromatiche, spezie, così come il succo limone.

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