donna che allatta dopo aver risolto la mastite in allattamento

Mastite in allattamento: sintomi, cause e rimedi

Introduzione

Il pensiero di poter avere a che fare con la mastite in allattamento è una preoccupazione che riguarda molte donne in dolce attesa e altrettante neo mamme. 


Se ti riconosci in questa descrizione, l’articolo nelle prossime righe fa per te. 


Si tratta, infatti, di un contenuto che ho preparato per aiutarti a riconoscere, prevenire e risolvere il problema della mastite durante l’allattamento al seno.

Prima di iniziare, ti lascio alcune info utili:

Cos'è la mastite in allattamento

Per capire cos’è la mastite in allattamento è necessario partire dal video precedente.


Nel contenuto, la Dottoressa Maria Chiara Alvisi specifica che la mastite è un’infezione localizzata al seno che insorge durante l’allattamento.


Si tratta di una situazione abbastanza grave. La buona notizia, però, è il suo non essere molto frequente.

donna che allatta con mastite in allattamento

Cause

I fattori causali che possono comportare l’insorgenza della mastite in allattamento sono diversi. 


Questa condizione non arriva mai all’improvviso: è infatti favorita da diverse evenienze, tra cui le ragadi al seno non trattate.


Se ti interessa scoprire i migliori consigli per gestirle quando si presentano, ti invito a dare un’occhiata ai contenuti del videocorso verticale sull’allattamento della Dottoressa Alvisi.


In generale, quando ci sono le ragadi è bene essere consapevoli del fatto che meno si va a sollecitare la mammella, meglio è. 


In molti casi, è il cucciolo stesso che, attraverso la suzione, provoca la proliferazione di batteri potenzialmente patogeni. 


Proseguendo con l’elenco dei fattori di rischio che possono portare all’insorgenza della mastite, un doveroso cenno va dedicato agli ingorghi mammari.


Queste situazioni, che si contraddistinguono per la presenza di un’area della mammella non drenata e che così rimane per diversi giorni, vedono nel latte che permane in una condizione di stasi a 37/38°C un terreno fertile per la proliferazione di germi patogeni.




Prevenzione

Il principale segreto per prevenire la mastite in allattamento consiste nel trattare tempestivamente le condizioni predisponenti che abbiamo elencato nelle righe precedenti. 


Se si ha a che fare con le ragadi è il caso, per esempio, di lasciare il seno all’aria per permettere a quelle che sono delle vere e proprie ferite di respirare


Fondamentale, dato che come appena detto abbiamo a che fare con delle ferite, è avere la massima cura dell’igiene negli spazi domestici.


Nelle situazioni in cui, invece, è presente un ingorgo mammario, è importante drenarlo il prima possibile.


Nel contempo, è essenziale controllare la temperatura.


Così facendo, si riesce a individuare, in caso, la presenza della mastite e si ha tutto il tempo di rivolgersi ai professionisti con le competenze giuste per trattarla.

donna che usa il tiralatte per drenare un ingorgo mammario e prevenire la mastite in allattamento

Sintomi

Dopo tutte queste informazioni, ti starai indubbiamente facendo domande in merito ai sintomi della mastite in allattamento.


La condizione alla quale sono dedicate queste righe si palesa con segnali molto forti. 


Nell’elenco rientra, come già accennato, il seno ingorgato. 


La mammella caratterizzata da un’area arrossata in cui i dotti non si sono svuotati è dolente al tatto.


Avendo a che fare con un quadro clinico di infezione, la temperatura corporea sale e può arrivare fino a 40°C


La temperatura corporea elevata in allattamento non è per nulla piacevole da gestire. 


Alla luce di ciò, gli approcci preventivi citati nelle righe precedenti sono ancora più importanti da mettere in atto. 


Tornando ai sintomi veri e propri della mastite al seno, ricordo la frequente insorgenza di una situazione di malessere affine a quella che si sperimenta con l’influenza. 


Concludo l’elenco dei sintomi della mastite in allattamento ricordando che, tra i principali, rientra anche il bruciore che insorge quando il piccolo si attacca al capezzolo e poppa.


Trattamento

Come si cura la mastite in allattamento? Eccoci ad approfondire un aspetto fondamentale del tema. 


Nel video linkato nelle righe precedenti, la Dottoressa Alvisi sottolinea che, quando si ha a che fare con la sopra citata problematica, non è assolutamente necessario smettere di allattare.


Può capitare, ancora oggi, che qualcuno consigli questa scelta. 


Se ci si sente fare questa raccomandazione, bisogna fare solo una cosa: scappare a gambe levate! 


Parte del percorso di trattamento della mastite in allattamento, infatti, consiste infatti nel drenare regolarmente il seno. 


Se non si è costanti, è impensabile arrivare a una guarigione in tempi brevi.


Un altro aspetto da non trascurare riguarda il fatto di controllare il piccolo.


Cruciale, infatti, è accertarsi che non sia il cucciolo a passare l’infezione alla mamma.


C’è un unico caso in cui, in presenza di mastite, è consigliato non allattare è quello in cui si nota la presenza di tracce di pus nel latte. 


In assenza di pus, non è solo raccomandato continuare ad allattare al seno, ma è bene anche incrementare il numero di poppate dalla mammella coinvolta dal problema.


Il latte purulento, invece, va estratto con il tiralatte e buttato. 


Nei casi in cui il latte è completamente bianco, si può continuare ad allattare attaccando il piccolo, ma anche drenare la mammella e offrire successivamente il biberon.


Concludo facendo presente che, non appena ci si accorge delle difficoltà sopra menzionate, è bene contattare l’ostetrica di fiducia o la consulente dell’allattamento. 


Non a caso, il mio motto nei video su YouTube è “Alza la cornetta, la tua ostetrica ti aspetta!”. 


Una consulenza con la figura professionale in questione consente, per esempio, di scoprire i vantaggi dell’applicazione di impacchi caldo/freddo prima e dopo aver attaccato il piccolo al capezzolo, espediente che può essere considerato prezioso nel percorso di trattamento della mastite in allattamento.

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